Rinviata in Commissione la Proposta M5S di taglio degli stipendi dei parlamentari

Duro scambio di opinioni tra M5S e Partito Democratico

Non ha un esito positivo la seduta che si è tenuta alla Camera ieri sulla riduzione degli stipendi dei parlamentari: con 109 voti di differenza la proposta di tagli agli stipendi è stata rinviata in Commissione.

Non hanno alcuna intenzione di fare alcuna rinuncia i parlamentari che, nella giornata di ieri, hanno accolto la richiesta avanzata dal capogruppo di Centro Democratico Lorenzo Dellai, il quale ha messo sull’attenti i colleghi con toni a dir poco catastrofici:
«Non vogliamo concorrere a far deragliare né la vicenda referendaria, né la politica sugli scogli di una spirale di populismo.»
Tra i gruppi che hanno votato contro non solo il M5s, ma anche Sinistra Italiana, Fratelli d’Italia e Forza Italia.

 

Come si poteva immaginare, lo scontro è stato tra i promotori di questa proposta, il Movimento Cinque Stelle e il primo partito italiano, il Partito Democratico.
A difendere la scelta del partito dem di condividere il rinvio in commissione è stato il capogruppo Ettore Rosato che così si è espresso a riguardo:

 

Duro l’attacco del leader del M5S Beppe Grillo, presente in aula durante la votazione e protagonista di un botta e risposta proprio con deputato Rosato, che in questo estratto del servizio curato da Mauro Episcopo del Fatto Quotidiano ha manifestato tutta la sua disapprovazione:

Gli fa eco il deputato Di Battista che, dopo la votazione, è sceso nella piazza davanti Montecitorio e si è aggregato a coloro che stavano manifestando lanciando attacchi forti e decisi:

 

 

Dal salotto di Porta a Porta è arrivata la replica del Presidente del Consiglio Matteo Renzi che così ha fatto valere le ragioni del rinvio:

«I cinque stelle oggi hanno chiesto di dimezzare lo stipendio, noi siamo disponibili a condizione che non sia un giochetto.
I Cinque stelle hanno detto che prendono 2-3000 euro al mese poi vai a scoprire che con i rimborsi ne prendono 11000 esattamente come quelli del Pd. Questi stipendi sono troppo alti, ma se devi dimezzare devi farlo su tutto.
»

Inoltre ha aggiunto:

«Chi non ci va mai io non lo pagherei. Questi che non ci vanno mai ci stanno prendendo in giro. Se i parlamentari oggi si dimezzano lo stipendio prendono quanto prende il premier che arriva tranquillamente alla fine del mese

 

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