I giubbotti ad assetto variabile per immersioni (GAV) come i giubbotti antiproiettile. Un esempio da AUDAXPRO.

Se c’è una cosa che non sapete è che i GAV sono costruiti con lo stesso tessuto per i giubbotti antiproiettile.

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Se vi dicessero che i più moderni giubbotti ad assetto variabile (detti anche Jacket sub) fossero costruiti come i moderni giubbotti antiproiettile, stentereste a crederlo.

Eppure a quanto pare la tendenza odierna è quella di utilizzare il Kevlar oltre che per i giubbotti antiproiettile, anche per i GAV di ultima generazione e di fascia alta.

Ma come mai questa necessità ? In fondo chi dovrebbe spararci durante un immersione ?

La risposta è data da AUDAXPRO, azienda leader per la produzione di GAV professionali di tipo tecnico, ma anche ricreativo.

Il Kevlar, ci fanno notare, è un tessuto molto interessante e ormai in uso nei jacket da sub da diversi anni.

Il kevlar è una fibra sintetica aramidica inventata nel 1965 da Stephanie Kwolek, una ricercatrice della DuPont. La sua caratteristica principale è la grande resistenza meccanica alla trazione, tanto che a parità di peso è 5 volte più resistente dell’acciaio.

Il kevlar possiede anche una grande resistenza al calore e alla fiamma. Per le sue caratteristiche di resistenza viene utilizzato come fibra di rinforzo per la costruzione di giubbotti antiproiettile, di attrezzature per gli sport estremi, jacket da sub, GAV e per componenti usati in aeroplani, imbarcazioni e vetture da competizione.

Sebbene possa sembrare un tessuto eccessivo per chi voglia semplicemente cimentarsi in immersioni in acqua, è bene ricordare che in diversi contesti, l’utilizzo di un GAV resistente può essere fondamentale nell’utilizzo per immersioni su relitti o grotte, al fine di proteggere il gav da eventuali attriti o tagli accidentali.

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